Resoconti

Riunione del 3 Ottobre 2019  ore 12.45

La riunione, dopo i consueti saluti ai presenti,  ha inizio con la presentazione di alcune pillole rotariane dando maggior risalto all’area di intervento del Rotary International relativa all’alfabetizzazione.

Il Presidente cede il microfono a Pietro Ripa, Presidente Sottocommissione Raccolta Fondi Distrettuale, il quale ha illustrato le mansioni della Sottocommisione la quale gestisce e monitora le iniziative di raccolta fondi a favore della Fondazione e i relativi riconoscimenti in ambito distrettuale precisamente:

  • Aiuta i club a stabilire i propri obiettivi di raccolta fondi e le strategie per realizzarli.
  • Organizza raccolte di fondi a livello distrettuale e di club.
  • Incoraggia i club a organizzare iniziative di raccolta fondi a favore della
  • Fondazione, offre consulenza a proposito e promuove le loro iniziative.
  • Coordina le attività svolte nel distretto per ringraziare i donatori.
  • Si esprime in merito alla distribuzione dei FODD.

Dopo la colazione il Presidente presenta il relatore Ing. Andrea Chiaiso e gli cede il microfono per la relazione dal titolo “Digital artifac, come veniamo profilati”.  

Si riporta una sintesi della relazione dell’Ing. Chiaiso:

“Al giorno d’oggi, quando due o più persone comunicano fra loro lo fanno, nella maggior parte dei casi utilizzando strumenti informatici quali computer, tablet, oppure più semplicemente smartphone che sono integrazione dei due. La comunicazione o meglio l’interazione tra i dispositivi genera i così detti artefatti ovvero artefatti informatici.

In informatica forense il termine è usato per indicare le tracce residue prodotte dal regolare funzionamento di un software o dalle interazioni con l'utente. In questo senso sono artefatti i file di log, la cronologia di navigazione di un browser, le chiavi di registro create o modificate a seguito di determinati eventi ecc. ecc.

Vi voglio raccontare la mia personale esperienza la settimana scorsa quando, dopo aver ricevuta una comunicazione mail che mi avvisava della convocazione di un’udienza dibattimentale presso il Tribunale di Catania.

  • ho avvisato nella chat di famiglia che mi sarei recato quel giorno fuori Genova;
  • ho aperto l’applicazione del vettore aereo per cerca un volo disponibile;
  • l’ho trovato e quindi l’ho acquistato utilizzando la carta di credito.

Quindi ho ricevuto la mail di conferma ed ho proceduto ad effettuare il check-in.

La mattina mi sono svegliato (dopo aver messo la sveglia sul cellulare), ho fatto colazione ed ho chiesto a l’assistente vocale Google che tempo faceva, quindi prima di uscire ho detto a Google di chiudere le luci e di aprire le tapparelle.

In aeroporto mi sono collegato alla rete wifi, arrivato a Catania ho acceso il cellulare che si è collegato ad una BTS locale, ovviamente ho avvistato che ero arrivato e poiché ero in ritardo, sul taxi che mi portava in tribunale ho inserito la destinazione nel navigatore per vedere se il taxista mi stava fregando (da buon genovese!)

Dopo aver fatto gli incombenti, sul lungomare ho scattato alcune fotografie una fotografia di ricordo.

Prima di ritornare indietro ho acquistato i buonissimi cannoli siciliani con carta di credito ricevendo ovviamente il classico messaggio di avviso SMS che mi avvisava se ero matto!

Quello che vi ho raccontato è una tipica giornata di un professionista che per esigenze di lavoro si reca in trasferta.

Il fatto significativo è un altro: in appena due giorni ho generato una massa significativa di artefatti.

  • Artefatti con Marcatura TEMPORALI
  • Artefatti che mi Geo-LOCALIZZANO (celle telefoniche BTS, reti wifi, fotografie)
  • Artefatti di INFORMAZIONI FINANZIARIE
  • Artefatti che permettono di stabilire le INTERAZIONI che ho avuto con persone ed eventi

Se consideriamo ciascun artefatto nella sua unicità, tutto sommato può non avere una rilevanza significativa.

Se tuttavia iniziamo a correlate tutti gli artefatti tra loro, così come succede quanto giochiamo alla settimana enigmistica unendo i punti, vediamo che magicamente una figura inizia a prende forma e quella figura siamo noi.

Quella figura è la nostra immagine digitale ovvero il riflesso che si ottiene dalla correlazione di tutte le interazioni che sono state registrate.

Della profilazione può essere fatto

  • un utilizzo COMMERCIALE –> per vendere più prodotti
  • un utilizzo PRATICO APPLICATIVO à migliorare e rendere più pertinenti le risposte alle ricerche
  • un utilizzo GIUDIZIARIO –> in quanto le informazioni digitali o più semplicemente la prova digitale, se opportunamente acquisita ed interpretata può essere utilizzata in molteplici contesti (es. reati penali, cause di separazione, Procedimenti Fallimentari).

Io vi parlo nello specifico di quello di cui mi occupo ovvero l’utilizzo in ambito giudiziario.

Per ottenere una profilazione efficace sono necessari 4 steps operativi:

  • STUDIO DEL CASO SPECIFICO: attraverso incontro con il cliente e con la parte pongo domande per identificare gli strumenti ed i canali utilizzati, il periodo temporale, le parole chiave di interesse;
  • FASE di ACQUISIZIONE: che deve essere necessariamente effettuata utilizzando strumenti idonei a preservare (se possibile) la fonte di prova e rendere ripetibile l’operazione
  • FASE di INGES (Digerire il dato): i software ad oggi in commercio consentono di analizzare una grandissima mole di dati, clusterizzare le informazioni suddividendole
  • STESURA della RELAZIONE che deve essere chiara, pertinente, circostanziata. L’obiettivo è infatti è quello di redigere un documento che sia capibile anche da un non tecnico (sia scritto ovvero con termini semplici) ma che tuttavia permetta di circostanziare in maniera tecnica le affermazioni che vengono fatte.
  • Il caso dell’Acquisizione di messaggi su Piattaforma WhatsApp à contestare la non completezza di una acquisizione;
  • Il caso dell’acquisizione di Cellulari di Minori al fine di identificare la presenza di materiale pedopornografico, e capire chi ha eventualmente generato tale materiale e come tale materiale è stato scambiato.

Tutto questo per dirvi: sappiate la nostra vita lascia delle tracce non solo biologiche ma anche informatiche.

L’utilizzo di queste tracce, da un lato può essere visto positivamente poiché permette di avere risposte sempre più pertinenti a domande che talvolta sono poste in maniera generica.

Attraverso la profilazione infatti le macchine imparano a conoscerci meglio ed a “immaginare” ciò che desideriamo o vogliamo veramente.

Nello stesso tempo tali tracce possono essere utilizzate, se opportunamente acquisite, nell’ambito di una causa civile o di un procedimento penale e possono effettivamente fare la differenza.”

All’interessante relazione seguono interventi di: Solimei, Poggi Di Stefano, Menti, Cattanei, Oliva, Casarico, Piombino.

Il Presidente chiude la riunione con l’omaggio al relatore.

 

 

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